Bacheca incontri gay napoli alex gigolo

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So già che regalo desiderare sotto il mio albero di natale. La creatività non manca certo alla Vreeland, ecco.. Il brutto anatroccolo diventa cigno, insomma. Diana ha contribuito a creare pagine memorabili nella moda. Ci sono stati e ci saranno molti altri grandi protagonisti. Tutto questo mi fa impallidire se guardo al panorama attuale dove purtroppo queste personalità non riescono a dominare nel modo in cui lei è riuscita.

Pur non essendo stata una persona particolarmente istruita da un punto di vista prettamente culturale e nozionistico, era innato in lei in desiderio per la conoscenza e la curiosità. Di lei rimarrà per sempre lo spirito di una personalità sorprendente e capace di stravolgere i canoni dettati e imposti. Fare della Vreeland una vittima del cattivo capitalismo non mi sembra verosimile. Quasi sicuramente dopo una prima fase gloriosa la rivista perdeva lettori. Non sto sostenendo che presero la decisione giusta.

Semplicemente cerco di capire. Cantoni, ovviamente il commento sotto è a risposta al suo. Come abbiamo potuto apprendere anche dal film, i compensi erano relativamente bassi e come è largamente risaputo, chi detiene il potere finanziario lo usa dispensandolo e riprendendoselo con gli stessi effetti di una dose di droga. Le motivazioni con cui la licenziarono ritengo non siano sufficienti e le modalità meno che accettabili: La successiva ascesa delle rivista dimostra quanto i dirigenti della Condé Naste avessero purtroppo ragione.

Ma siamo sicuri non ci fossero soluzioni alternative? Un tempo la moda la facevano personaggi iconici che con la loro energia dirompente riuscivano a manifestare il futuro davanti agli occhi sbigottiti delle persone.

Dico solo, e concludo, che forse andrebbe calibrato più precisamente un equilibrio ormai del tutto perso. Una creatività e immaginazione altro che un elevato gusto per la moda. Perché nessuna come lei? Per tutto il resto, si è rifugiata nella lettura dei libri, dai quali ha potuto ricavare una visione letterario della realtà passata e contemporanea.

Dopo aver visto entrambi i documentari sulle due Fashion Editor, sono rimasta fortemente colpita da come una stessa professione potesse essere affrontata in maniera fortemente contrastante da queste due personalità.

È una persona molto competente, un abile burattinaio permettetemi di usare questo termine , manovra ogni suo collaboratore nella maniera che ritiene più idonea a raggiungere il risultato desiderato, ma è forse qualcosa di più di questo? Infatti subito dopo ci hai donato considerazioni molto interessanti. Mi permetto di farti una domanda? Non trovi che quando nel film Diana parla della sua precaria scolarizzazione, lo faccia con il rammarico di non aver saputo approfittare delle opportunità che una ragazza della classe agiata non poteva non avere?

Le scuole di moda per esempio sono molto utili per modellizzare la creatività o il marketing. In definitiva a me pare che Diana abbia trascurato la scuola per essere libera di studiare per il resto della sua vita.

Tuttavia questa risposta non è sufficiente a spiegare questa sua scelta: In fondo anche oggi siamo circondati da laureati che, nonostante abbiamo delle ottime conoscenze negli ambiti dei propri studi, finiscono per non ottenere il lavoro desiderato. In questi casi non basta un titolo, ma anche fortuna e passione. Spesso e volentieri finiamo per fare nella vita il contrario di quello che abbiamo programmato, o comunque siamo sopraffatti da soggetti che per colpi di fortuna si prendono il merito di successi a cui magari noi stiamo lavorando da una vita.

In caso contrario, attendo una sua risposta. In particolare i più creativi. Forse il sapere, quello dei filosofi, non ha molto senso nella produzione dei fatti di moda. Nei processi creativi il sapere strutturato sembra inutile: Diana è una self made woman? Ha avuto molto dalla vita senza doversi sforzare più di tanto. Diana Vreeland era una donna carismatica e incredibilmente forte. Sono convinta che fosse impossibile non rimanerne affascinati.

Diana ha fatto di se stessa un Personaggio. Diana Vreeland è un Mito della Moda. È qui che vedo un interessante punto di contatto con la Wintour. Cosa le differenzia nel particolare? Perché la Vreeland, ad un certo punto viene scacciata a detta di quello che viene mostrato dal film pure in modo piuttosto brusco e brutale dalla sua posizione? Di cosa è fatta la Moda altrimenti? I tempi cambiamo e ci si deve adattare.

I tempi cambiano e cambia anche la gestione di un magazine come Vogue. È una leader, ha occhio, capisce di Moda, ma sa anche come organizzare, come delegare, quali sono i migliori collaboratori e non sono caratteristiche da sottovalutare. Ha un lato più manageriale che mancava o che forse non è mai stato messo alla prova in Diana. Se immaginassi uno scontro ideale tra Vreeland e Wintour, e probabilmente qua esagero, sarebbe come vedere lottare davanti ai miei occhi Emozioni e Razionalità.

Ma prova a confrontare il due Vogue: Ecco come definirei Diana Vreeland, uno dei pochi personaggi della storia in grado di incarnare questo detto smentito da molti. Diana Vreeland non aveva bisogno di apparire, era quando la sentivi parlare che ti trascinava nel suo mondo e ti spingeva a dare il massimo. Ma, nei Proverbia sententiaeque latinitatis medii aevi di H.

Walter, si registra come molto usato anche il suo opposto, ovvero Habitus non facit monachum. Quindi possiamo dire che entrambe le espressioni possono essere vere e al tempo stesso false. Io preferisco una affermazione poco popolare che ho sentito dire da Umberto Eco: Mi sembra perfetta per Diana Vreeland.

Questa sua citazione al mondo degli dei rende esattamente quello che ho cercato di dire. Prima di tutto ha un modo suo proprio per percepire e procedure tutti i dettagli che vede, ed era un modo che ha affasscinato le persone rimanendo anche come una parte importante della storia di moda. Poter inventare una professione fashion editor che non ancora esisteva non era un talento che tutti possono avere.

Il suo lavoro di consulante per il Metropolitan Museum ha aperto un nuovo secolo per le mostre, era un nuovo modo per esibizioni. Era un modo proprio diverso da quello tradizionale ma ha portato molte piu persone a interessarsi delle mostre.

Leggera ma intelligente e arguta, con una labile educazione alle spalle eppure incredibilmente colta, senza freni e inibizioni eppure ineccepibilmente composta ed elegante. Una donna eclettica che si nutre di immaginazione e di coraggio, una vera anticonformista, che detestando la noia e la banalità, ha sempre cercato di guardare oltre, di superare il presente e le regole e anticipare il futuro, per cui nella sua attività a gettato delle nuove solide fondamenta.

It makes all colors beautiful. I wanted this apartment to be a garden — but it had to be a garden in hell. Non mi ci volle molto per voler scoprire di più, quale donna si sarebbe effettivamente circondata di un colore tanto ambiguo e a tratti inquietante? La Vreeland, a mio parere, è simbolo di potere, femminilità, intraprendenza, autoironia, genialità, follia, estro, onnipotenza, eclettismo, ipnotismo e non è poco visti gli anni in cui si afferma come uno dei personaggi maggiormente influenti nella moda.

Non credo di aver scritto un art. Infatti ne ho scritti due, proprio per distinguere lo stile dei due personaggi. Il problema mi pare questo: Tuttavia, il confronto tra due modi di interpretare un ruolo decisivo nei processi di modazione mi pare pertinente per costruire il senso di scelte che implicano visioni diverse nei confronti del lettore, delle aziende, etc… Quindi, chi ha scelto questo percorso ha usato il film della Vreeland per interrogare con più efficacia il Vogue di oggi.

Da persona dotata di grande personalità, sapeva ben coordinare le varie figure a lei affiancate, il fatto di porre molta attenzione hai dettagli spiega quanta passione mettesse nel suo lavoro, e questa passione la si poteva vedere anche dalle sue espressioni. Questa è la dimostrazione del suo grande carisma, è riuscita a dar vita ad una mostra che sembrava essere morta. She was a taste-marker within the fashion world but her bright, manicured fingers also fondled the tresses of art, music and film.

She launched Twiggy, advised Jakie O and gave fashion a point of view. Vreeland lived out her fantasies and for decades encouraged others to invent and imagine theirs. Although others say her greatest contribution was her energy. It gives you a reason to get up in the morning. Non avevo mai avuto modo di conoscere la vita e la storia di Diana, sebbene avessi sentito il suo nome più di una volta.

Si vede che la moda non rappresenta il tuo interesse principale anche perché il concetto del bello mi sembra ampiamente superato, la domanda quindi sorge spontanea: Credo che il commiato sia già stato scritto forse anche meglio dalla famiglia della Vreeland alla sua morte.

Mi sono chiesto a piu riprese cosa significassero le parole di Diana. E penso, ha creato una brillante e sensibile dalla sua fiducia in se stessi. Diana Vreeland fece moltissimo per la moda: Per lei era fondamentale evitare lo scontato, amava invetare e lanciare nuove proposte. Diana era la moda. Appena posava lo sguardo su qualcuno lo faceva rifiorire. Aveva una grande influenza su tutti quelli con cui lavorava, seguiva i passi di tutti.

Conduciamo una vita artificiale , in una città artificiale quindi perchè non osare? Diana Vreeland era tutto questo e molto di più. Apprezzo il tuo entusiasmo, invidio la tua passione ma solo se non sconfina nelle sciocchezze. Vreeland ha amato la moda e cho lo ha creato, amava condividere le sue scoperte con i suoi lettori. La Vreeland ha trasferito la sua bellezza interiore in ogni cosa che faceva rendendo anche se stessa, agli occhi degli altri una figura estremamente affascinante proprio per la sua estrema particolarità e stravaganza.

Il rosso è il grande chiarificatore: Non potrei mai stancarmi del rosso…sarebbe come stancarsi della persona che ami. Una vera e propria icona del fashion system internazionale insomma, e forse, la più grande direttrice di Vogue.

Una donna forte, determinata, ambiziosa con un fascino irresistibile. Personalmente mi trovo in difficoltà a evidenziarele caratteristiche più brillanti di questo personaggio. Diana Vreeland è stata una figura fondamentale per il mondo della moda, ha dato un valore del tutto innovativo alla comunicazione della moda. Secondo me la frase esprime la visione del suo mondo e in qualche modo di lei stessa.

Le sue visioni, i sogni, il desiderio di creare, la determinazione, rappresentano il suo mondo dove niente è lasciato al caso. Spesso andava contro a tante cose ma agiva sempre con la passione e tanta pazienza. Aveva delle capacità di anticipare i tempi delle credenze e della moda stessa. È stata una vera rivoluzione e una grande scoperta per Vogue.

Nel film si presenta con una grande eleganza e classe. Una donna molto solare, capace di esprimere se stessa con semplicità e autoironia, una dote che purtroppo oggi è difficile da incontrare. Ho apprezzato tantissimo il film, sono rimasta molto affascinata da questo personaggio.

La pillola, la minigonna, i Beatles avevano cambiato la visione di un decennio. Non erano più le famiglie borghesi cui lei voleva rivolgersi. La gioventù era la sua ispirazione e la nuova donna era la sua lettrice più irriverente. Per la prima volta la moda veniva dalla strada, ma Diana Vreeland amava stare sempre un passo in avanti rispetto al pubblico. Prima della partenza dei redattori per i servizi di moda era solita affermare: Diana cercava un dialogo con le persone della moda e suggeriva agli stilisti le correzioni da apportare alle collezioni.

Fu la prima a utilizzare le celebrità per le copertine. Negli anni 70 le vendite del giornale e degli spazi pubblicitari calarono bruscamente e Diana fu licenziata da Vogue.

Era una donna aristocratica ma non amava gli eccessi e come ho già detto aveva una mente folle e stravagante. Credo che con questo ho detto tutto. Guardando il documentario sulla Vreeland, ho subito ammirato il suo personaggio sia per gli aspetti caratteriali che lavorativi; è stata una donna che è riuscita ad avere potere e successo in un epoca dove ancora la figura femminile non era emancipata, ma anzi era considerata una persona a cui veniva data poca importanza.

La sua estrosità e i suoi pensieri furono molto differenti dalla gente comune, e grazie alle sue idee strabilianti è riuscita a raggiungere le vette più alte della moda. Un tratto distintivo della Vreeland erano i mood che riusciva a creare per gli shooting fotografici, ambientazioni spettacolari e uniche, che mi hanno stupita ed esterrefatta.

Questa donna merita la mia ammirazione per la sua particolarità e professionalità, non è facile ritrovare un personaggio di questo calibro e spessore, purtroppo…. Sono due le parole che mi ricordano maggiormente questa persona: Anche da qualche scatto rubato alla sua vita di tutti i giorni, ad una scrivania delle redazioni di moda più celebri, nel mezzo di una strada di Parigi o nel suo vulcanico salotto rosso, risulta essere una vera forza della natura: Caratterizzata da una grande creatività, immaginazione e vitalità, ha sempre seguito il proprio istinto e non si è fermata davanti ai cambiamenti.

Il film mi ha fatto conoscere ed apprezzare ancora di più Diana Vreeland; documenta il suo lavoro e non solo, la sua genialità nel vedere le cose da altri punti di vista e la sua sensibilità nel catturare, prevedere e dettare tendenze, ci mostra anche una donna che si è distinta per le sue qualità, intraprendente e dinamica, coraggiosa nel dire la sua. Questo concetto, a mio parere, è eccezionale e per nulla scontato.

Anche questo potrebbe risultare banale,ma non lo è affatto. Scatto a parte, Diana Vreeland è davvero un personaggio affascinante. La sua natura incarna valori eccezionali, e non mi sorprende che con le sue doti abbia dato un contributo eccezionale alla Moda, rendendola pura Arte. Solo una donna dotata di straordinaria creatività, ispirazione e sensibilità poteva arrivare a tanto. Era una donna proiettata al futuro, e per questo magari talvolta incompresa.

Per gli appassionati di moda è, a mio parere, un esempio: Sono davvero di parte, sono molti i tratti che sento di avere in comune o comunque di ammirare in Diana, e starei a perdere ore a scrivere Odi per questa donna rivoluzionaria. Ma è uno di quei casi in cui posso tranquillamente tacere per lasciar parlare le immagini, le fotografie, i lavori di questo genio del fashion editing. Attraverso quelle pagine che da sempre dettano le leggi dello stile e del gusto mondiali, Diana seppe cogliere la vera essenza della sua epoca, ispirando con la sua sensibilità artistica e la sua travolgente personalità la creatività dei più grandi stilisti del suo tempo.

Diana non era bellissima, ma elegante. Il suo stile era fatto di abiti semplici e raffinati, gioielli esotici, scarpe e cappelli stupefacenti e una sigaretta con il bocchino tra le dita rigorosamente curate. Diana ha regnato in un periodo in cui sono nati simboli e icone che ancora oggi compaiono. Non trovi che siano espressioni che non comportano da nessuna parte?

Condivido tutto il resto. Senza di lei probabilmente la visione di questo particolare mondo non sarebbe stata la stessa. Secondo me il suo più grande merito non è stato tanto quello di lanciare i grandi nomi del giornalismo e della fotografia di moda, quanto quello di far percepire la moda stessa e tutte le professioni che le giravano e girano attorno come vera e propria arte.

Dal lavoro della Vreeland non si percepisce minimamente la volontà di fare qualcosa che sia commercializzabile, ma creare un qualcosa che sia facilmente apprezzabile e riconoscibile dal maggior numero di persone, anche quelle più lontane dal mondo su cui lavorava. Un esempio di questa universalità del lavoro della Vreeland?

Anche chi della moda non si cura minimamente. Un motto che la spinse a concepire i servizi di moda come reportage realizzati in giro per il mondo e strutturati come storie che suscitavano una visione romantica della moda. Il documentario diretto da Lisa Immordino Vreeland, nipote della giornalista scomparsa nel , ci racconta la vita e soprattutto la carriera di questo genio creativo e anticonformista, che detestava la noia e la banalità.

Undoubtedly, she was one of the influential woman in fashion of last century. In the article, I see Diana as a charming woman. Especially, I saw that picture in article and what writer to descript about it.

She made a new generation. She dared to make everything beautiful. She had done a creativity and imagination for fashion.

Diana non si faceva limitare dai gusti o idee di altre persone. Nel suo lavoro si vede che lei era una persona molto appassionato e creativo. Lei vedeva delle possibilità che gli altri non vedevano. Diana Vreeland è una donna culturale, questo si vede anche dal fatto che ha detto di aver imparato tanto dei libri, e che la sua vita è stato influenzata dai libri più di ogni altra cosa.

Come per esempio nelle mostre, per tornare alla prima frase del mio commento. Prima di lei fashion editor non significava nulla. Per Diana prima venivano le emozioni, poi la quota di razionalità. Il suo sguardo clinico definiva le possibili tendenze: Diana Vreeland era una mente in divenire che poteva mettere in atto cio che le sue lettrici non sapevano ancora di desiderare.

Nel Diana Vreeland venne licenziata dalla Condè Nast, ma venne subito assunta dal Metropolitan Museum con il titolo di special consultant per modernizzare e vitalizzare la sezione dedicata alla storia del costume.

Ogni evento voluto dalla Vreeland suscitava commenti ed entusiasmi provenienti da tutto il mondo. Diana si fece molto influenzare dai libri russi e giapponesi che aveva letto. Privilegiava infatti un concetto di bellezza difficile da descrivere nel linguaggio occidentale.

Diana venne molto criticata perchè non tutti erano in grado di condividere i suoi gusti innovativi e giocosi, al di fuori delle regole del tempo; pure il fotografo David Bailey la considerava dalle idee troppo stravaganti.

Richard Avedon è stato uno dei pochi in grado di comprenderla. Nonostante ci siano state tante critiche nei suoi confronti, Diana Vreeland resta senza alcun dubbio una delle donne che hanno piu influenzato la moda del novecento, grazie alla sua mente superiore, in grado di creare idee innovative, stravaganti e giocosi, in grado di prevenire cio che le lettrici desideravano. Non si puo svolgere il compito di fashion editor senza una mente in avvenire come quella di Diana Vreeland; la razionalita in questo campo non basta.

She was and will be for many generations to come the demonstration that our true strength is inside us and only once we learn to accept ourselves will we be able to grow.

The rejection of her appearence, the lack of love from her family, love at first sight and the taste for the extreme and irrational, are all factors that made Diana Vreeland a powerful and determined woman. Ah ovviamente mi sono innamorata del suo salotto rosso, strordinario. Si, perche è solo di questo che dobbiamo parlare: Quale è il nome con cui definire Diana Vreeland?

Se oggi ci poniamo solamente il dubbio, dobbiamo ammettere la grande capacità di tale donna ad aver assunto in sé tutti questi ruoli durante la sua scalata al potere. In Effetti, ella raggiunse in poco tempo risultati eccellenti soprattutto grazie alla sua grande capacita di avere influenza sulle persone con cui aveva rapporti lavorativi: Tale affinità le permetteva di dare alla moda ogni volta un significato diverso, seguendo principalmente il suo istinto e non preuccupandosi dei giudizi esterni.

Diana Vreeland ha messo in atto tutto questo, con la differenza di aver fatto delle sue debolezze la forza e lo splendore del mondo della moda del 20esimo secolo: Un personaggio che non ha bisogno di porsi in primo piano perché già vi è inevitabilmente. Una donna osservatrice, meditatrice, che non perde nemmeno il minimo passaggio delle azioni che andranno a costituire il suo grande capolavoro, come emerge dallo scatto fortuito di Richard Avedon in cui Diana è dietro alla acconciatura della modella,sullo sfondo, vigile ed attenta.

Mi ha molto colpita come Diana sia riuscita, non curante dei pudori legati al modo burocratico conservativo, ad agire con impeto per trasformare in realtà le sue fervide idee. Il mix essenziale di dedizione e genialità è semplicemente esplosivo e poche figure storiche hanno saputo interpretare al meglio questo splendido matrimonio. Oppure molto di frequente figure di potere esprimono carenze sotto il punto di vista creativo per dare spazio alla rigidità e alla loro comunque apprezzabile caparbietà.

Una di quelle persone al cui passaggio riesce a strappare anche un mezzo sogghigno ma ci riesce e avrebbe questo effetto anche adesso.

Anzi soprattutto adesso in un momento in cui esistono davvero poche icone in tutto il mondo. Lasci la sua fedeltà per i suoi insulti in saldo, e si concentri sul fatto che il passato ci ha regalato lavoratrici che non sapevano di diventare icone , lasciando perdere il futuro che ci regala false icone come lei, che forse, pensando a che scarpe indossa, di icona non ne conosce il significato.

Fu certamente una donna di carattere, spregiudicata e piena di passione. Non si accontentava certo di poco, pretendeva e non poneva limiti alla sua presunzione. Chi era la Vreeland realmente? La sua capacità di recepire le informazioni delle varie correnti era raffinata a tal punto da permetterle di capire la vera essenza delle cose, rinnovandole e ampliandole con le sue intuizioni e le sue conoscenze.

Questo era la Vreeland: La donna che ha inventato una delle figure più importanti del mondo della moda, una donna che non aveva paura di mandare in rosso la società pur di finire un servizio fotografico.

Una donna che alla domanda: Dopo aver visto il documentario in classe, è questo il primo commento che mi sovviene. Una donna geniale, che ha rivoluzionato il mondo della moda, facendosi strada passo per passo e non guardando in faccia nessuno.

Forse una Diana Vreeland servirebbe oggi in ogni settore lavorativo, in ogni lato della nostra vita quotidiana. Ma credo che, in ogni sorta di aura, dovevano essere molto difficile da imparare.

Facendo una divisione considero la Vreeland una di quelle personalità capaci di smuovere la stabilità, capaci di generare un terremoto, personalità che sono molto importanti per generare nuove realtà senza le quali ci si annoierebbe e non ci si incuriosirebbe più. Ho quasi sempre pensato al mondo della moda come un mondo affascinante ma a volte tendente a mettere troppi muri, poco capace di integrarsi con il suo pubblico, un mondo in cui le parti sono troppo isolate tra di loro dove le gerarchie rendono il confronto poco legittimo, portando ad un senso di estraneità pur facendone parte.

La Vreeland rappresenta il lato divertente della moda, il lato senza pudore, quel lato che permette alla moda di fare moda, cioè di incuriosire, sognare ruoli, che probabilmente non interpreteremo mai ma che ci piace pensare di poterlo fare in una qualche realtà lontana. È la prova che per fare percepire la moda come un qualcosa con un alone divino non vi è bisogno di austerità o eccessivo dramma.

Personalità senza limiti, come rese una parte del mondo della moda nel suo periodo, è stato un piacere conoscere, seppure in maniera non completa, il suo profilo. Oggi dopo oltre 15 anni dalla sua scomparsa, la sua influenza nel mondo della moda è ancora forte e personalmente credo che rieccheggi nelle varie Anna Wintour attuali. Era un genio, molto intelligente, convincete e divertentissima.

Peccato non sia universalmente riconosciuta questa sua grandezza: Svolge un ruolo importante in American ambienti della moda donna. Il film è ben fatto, tuttavia a mio avviso mitizza troppo una figura senza dubbio importante nella storia delle riviste di moda e non solo, ma proprio a questo proposito ingigantire esageratamente la storia di una personalità come la Vreeland, tende a sminuirne le reali parti rilevanti.

Il documentario ci racconta la vita e soprattutto la carriera di questo genio creativo e anticonformista, che detestava la noia e la banalità. Una donna che si propose di emergere in un mondo dominato dagli uomini, imponendo la figura della ragazza ambiziosa e stravagante e anticipando le tendenze, incurante degli scandali. Personalmente, ho subito ammirato il suo personaggio sia per gli aspetti caratteriali che lavorativi.

La Vreeland ebbe poi il grande merito di prevedere e sopravanzare i desideri delle donne captando le tendenze moda prima di chiunque altro. Fondamentale, secondo me, fu il suo lavoro al Metropolitan Museum, come coronamento di una carriera dedicata interamente alla passione per il suo lavoro.

In questo ha saputo lasciarsi alle spalle il formalismo burocratico per dare sfogo alla spettacolarizzazione e alle emozioni senza trascurare tuttavia le qualità intrinseche degli abiti. Mi permetto solo di correggere il significato che hai dato alle parole di Avedon.

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